GRANGUERRE COPERTINA

3.00

Marzio Pieri
GRANGUERRE

ISBN 978-88-89410-75-2

© Onyx Editrice s.r.l., Roma
Tutti i diritti riservati
Prima edizione digitale agosto 2015

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Descrizione prodotto

Il centenario di quella guerra, che fu il suicidio d’Europa

e il ritorno a un ordine instabile peggiore del disordine e, ancora peggio, dell’ordine stabile dal quale si sarebbe voluti uscire, riapre una pagina dove le storiografie paludate si azzoppano e la resa alla nèmesi teogenetica si converte in un micidiale ‘ritorno all’infanzia’. Questa mini-antologia appena annotata (tante finestre per la speranza di riuscire una volta a vederci un cincinino più chiaro) ha messo insieme una scarna e tuttavia mirata polifonia di voci d’allora. Non è gesto costrittivo appaiare le testimonianze documentarie a quelle deferenti alla écriture. Il ‘grado zero’ si ribalta di continuo. Dagli assaggini, proprio anche nel senso gastronomico-culinario, il lettore dovrebbe essere invogliato da sé a ricercare i piatti forti: qui da noi (dove in molti pensavano che a Vienna ci si arrivasse in bicicletta, in volata, cantando ‘le ragazze di Trieste’) si potrebbe inoltrare il sospetto che Battisti non sia poi così lontano (per arte retorica) dal suo amico e quasi protetto Mussolini, che d’Annunzio sia altrettanto irricevibile (oggi) di Serra perplesso o di Boine militarista riformato, che Lacerba, con tutte le sue più tronfie sparate, sia una delle riviste italiane più accese di vita di sempre, e che del resto non saranno stati il Vate eternamente indebitato, l’Ubu-Roi Marinetti, il meta-Zaratustra Papini, dei giornalisti eternamente al soldo (ma, allora, sapevano almeno anche scrivere), degli studenti in frégola, delle damazze salottarde in brama di farsi crocerossine, a provocare una guerra come quella (da Sarajevo) e un intervento tutto fuorché inevitabile (il 24 maggio) quando i piani e le riserve militari in tutta Europa, a occidente e ad oriente, erano pronti a scatenare ai fronti-fossefuie milioni e milioni di uomini equipaggiati, dall’oggi al domani. Manca alla antologia che qui si presenta (rifiutata da un primo committente editore per poche immagini da inserire a testo in bianco e nero, pretesto miserabile per un rifiuto inspiegato) il libro essenzialissimo: La persuasione e la rettorica (1910) di un giovanissimo, Carlo Michelstaedter, ebreo di discendenza, austro-ungarico di appartenza, che sigillò questa sindrome (la malattia stava nella parola) con un colpo di pistola alla tempia destra. (m. p.)

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